Il mio vissuto è normalità

Perché penso di avere quasi sempre ragione?
Dico quasi, che quelle poche volte che ho la conferma che non è cosi mi capita sempre di ricredermi dopo un mucchio di problemi. Pensavo che questo stato, fosse mio, mi apparteneva. un mio problema e che me lo dovevo portare avanti per sempre, ma no non è cosi, per una ragione ben specifica ognuno di noi pensa che ha ragione.
Parlando con un mio caro amico mi fece notare anche lui come ognuno di noi pensa di avere ragione. A dirla tutta, il suo ragionamento è andato un po oltre affermando che noi pensiamo di essere sempre ‘ i più dritti ‘ ma dicendo ciò è come se affermasse che le nostre relazioni sociali si basano sempre su qualcosa di materiale (per di più un bene finito) che trarlo a qualcun altro ci renderebbe felici a prescindere dagli effetti negativi che ne derivano.
Confermando la sua di teoria fino ad un certo punto però io la penso diversamente.
Avete mai sentito parlare della curva di Gauss 1? Sembrano teorie statistico-matematiche e chi non è del campo  si sente tagliato fuori da questo magnifico  modo di vedere la realtà. Partendo dal presupposto che non è come ce lo vogliono  dare a bere, questo modello non descrive tutto, però a mio avviso si può ben applicare alle relazioni sociali e a come noi percepiamo il mondo attorno a noi.
Pensate un po al vostro metodo di ragionare  che sicuramente sarà totalmente differente dal mio o da quello di un assassino, stupratore o politico. Se qualcuno vi chiedesse di risolvere un quesito, specialmente quelli a mo di dilemma, in base al vostro background  voi, io e tutti darebbero una determinata soluzione che non per certo dev'essere identica. Pensate adesso cosa vi fa pensare a quella soluzione e perché altra gente è arrivata ad una soluzione diversa dalla vostra. Ok, il contesto socio-culturale influenza sicuramente le 'scelte' ma anche soggetti cresciuti nella stessa comunità possono dare differenti risposte. Fin qui niente di anormale anzi questo è NORMALE.
Pensiamo un po a cosa significa normale, si usa molto nel linguaggio comune ma non tutti sanno il perché.
 Normale, sempre riferendosi a Gauss, significa l'osservazione con maggiore frequenza. Un classico esempio possono essere gli orecchini (piercing o dilatatori), non è un evento molto diffuso nelle piccole realtà (paesini), di conseguenza sembra un comportamento anormale(comprensibile ma non condivisibile o vice versa). A parte la definizione 'normale'  dataci dalla  società e che noi utilizziamo come punto di riferimento, abbiamo un altra normalità, il nostro vissuto.
Vi è mai capitato che una persona vicino a voi faccia qualcosa che per voi è impensabile? A me si, e molte volte. L'ambiente dove noi cresciamo amici e parenti (il cerchio stretto) ci abitua su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato riferendosi a Gauss, le osservazioni che stanno al centro della campana. Costretti da un etica sociale decidiamo di fare del bene o male ( teoricamente facciamo solo del bene edonistico), ma questo in base a dove ci troviamo nella distribuzione vine giudicato in molte più sfaccettature, semplificate in: bene, molto bene, benissimo e male, molto male, malissimo. Ma noi quando abbiamo deciso di compiere un azione volevamo il massimo, perché non è cosi?
 Sicuramente con l'avvento della globalizzazione i comportamenti negativi vano sempre diminuendo o almeno certi comportamenti cambiano segmento nella nostra percezione (passando da poco male a poco bene o viceversa) questo come effetto del largo uso che si fa. Da ciò ne deriva il cambiamento nel arco temporale dei processi decisionali o il valutare dei quest'ultimi. Un esempio che possa rendere l'idea è la verginità, su come questo concetto abbia cambiato significato nel arco di cinquant'anni.
Adesso cerchiamo di dare una spiegazione al perché pensiamo di avere ragione.
Lo 'standardizzarsi dei comportamenti' umani, secondo la nostra percezione, si trova molto vicina al nostro modo di operare e troviamo difficile che sia il contrario. Quando siamo in conflitto di idee pensieri e scelte con un terza persona di istinto ci viene facile giudicare il suo comportamento come irrazionale e lontano dalla norma e non il nostro. L'espressione '' cosa farei al posto suo'' rafforza ancora meglio questo significato. Pensiamo che noi in determinate condizioni soci-economiche avremmo fatto meglio, commettendo cosi il primo errore di valutazione, nel definire il 'meglio' come il meglio universale.

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