Lettera dal futuro a Theodore Kaczynski
Non so come sarebbe il mondo se le tue
teorie fossero vere ma so come lo è adesso e anche se è il mio
mondo non è perfetto, sicuramente soffre meno. Ti vorrei raccontare
una mia giornata di oggi. Forse anche tu cambi idea o forse la rinforzi.
Ah! che bella giornata oggi mi
sono comprato un ‘terminale’ mi sento bene, forse ad aver,secondo
me, fatto la ‘scelta’ giusta. Sei curioso di come l’ho
acquistato? Semplice, mi è arrivata una mail con scritto - tizio
caio con tale numero di controllo:
dovresti comprare questo terminale che
si trova a tale sito con tale prezzo e tale requisiti.
Aspetta mi spiego meglio perché cosi
sembra che ti sto leggendo una spam mail.
Per capire questo ti mostrerò delle
particolarità del mio mondo. Molto tempo fa un ricercatore scopri come al
97% potesse determinare le nostre scelte se avesse abbastanza
informazioni su di noi. Un bel algoritmo per l’epoca, senza la
consapevolezza di nessun autore ,giornalista o pensatore su quali
sarebbero le conseguenze se questo algoritmo diventasse pubblico.
Di fatti cosi fu, divento cosi pubblico e gettonato, al punto che
le grandi imprese iniziarono ad utilizzarlo ne loro canale
marketing. Investirono ingenti somme su R&D. Hanno modificato
l’algoritmo, perfezionato, fatto diventare snello ed efficiente.
Avevano creato la nuova pubblicità.
Nei primi tempi si faceva pubblicità,
utilizzando questo nuovo sistema ,la vedevi ovunque radio,
televisione web. Bella trovata, la loro (penso che nel tuo mondo è
attuabile solo per pochi ‘fortunati’) in un sistema avevano
inserito tutti i dati di una persona come disponibilità in banca
l’utilizzo della moneta nel quotidiano. Devi sapere che da noi si
può pagare solo con l’equivalente del vostro bancomat, denaro
elettronico. Ce l’ha chiunque sin da bambino, sto benedetto metodo
di pagamento.
Ritornando ai dati del nostro esempio.
conoscendo gli acquisti storici specialmente quelli ordinari
studiando la frequenza degli acquisti si può determinare l’utilizzo.
Conoscendo le modalità di utilizzo di un bene e conoscendo il tempo
mediamente impiegato per utilizzare il bene in diverse modalità,
possiamo determinare con una certa probabilità ‘La vera modalità
di utilizzo di quel bene per ogni persona’. L’esempio più banale
che mi viene è: se io comprassi 2 vasi di sugo pronto e 2 pacchi di
pasta alla settimana probabilmente in una settimana io cucino la
pasta con quel determinato tipo di sugo ,salvo se non mi piace
collezionare la pasta e il sugo sulla mia dispensa ma, l’utilizzo
effettivo è diverso, cioè, la consumo tutta in un giorno e cosi
via.. Perciò stando ai dati storici sui miei acquisti in un
determinato momento della giornata ovunque ti connetti ti veniva la
pubblicità mirata proprio con le cose che realmente ti servono
comprare in quel momento.
Tipo nel esempio della pasta e il sugo
, veniva la pubblicità di marche di paste e sughi e di tutte le
aziende che offrono shopping online e possibilmente consegna a
domicilio o ritiro al pagamento. Era solo il prototipo di questa
nuova modalità di pubblicità ma aveva già raccolti parecchi fan
attorno. Fu cosi che iniziarono le prime aziende nel settore, del
marketing mirato. Vennero creati motori di ricerca sul prezzo più
basso sulle consegne a domicilio proprio nel momento quando questi
beni servivano(tipo adesso mi sono appena fatto portare una bella
coca-cola ghiacciata nella zona dove abito io il T-reseller passa
ogni 6 minuti perciò posso acquistare un mucchio di beni
direttamente da casa con lo stesso o addirittura in certi momenti a
prezzi più bassi che andare da solo al negozio).
Caspita, quanto
tempo ci ha fatto risparmiare questo metodo.
Io fui uno dei primi ad
usare l’applicazione che gestiva statisticamente i miei acquisti
storici e decideva come, cosa e quando acquistare determinati
prodotti, ed entro un certo limite li acquistava in automatico senza
neanche stare di fronte al terminale per iniziare o concludere una
transazione. Erano per cosi dire i prototipi del IChoose che si
utilizza oggi. Mi ricordo. avevo impostato 20€ di max spesa
autonoma ma quando ho visto nei report la quantità e qualità dei
beni acquistati con quei 20€ superava di gran lunga la mia idea di
shopping razionale. Era bellissimo, risparmiavo un sacco,
l’applicazione faceva acquisti anche di notte se il bene in un
determinato store si abbassava , ed io il giorno dopo avevo già la
ricevuta digitale dove solo recarmi allo store a ritirare la merce.
Col passare del tempo loro perfezionarono l’algoritmo ed io
aumentavo sempre la cifra del acquisto automatico, è inutile che vi
ponete le domande sul ammontare del acquisto automatico , ma conosco
gente che già al epoca avevano connesso tutto il loro reddito a
questo servizio. Tutto il loro potere d’acquisto controllato
schedato e deciso da un misero programma prototipo. Non dovendo più
pensare agli acquisti da fare e al tempo da spendere per farli la
gente si trovava con più tempo libero. Ciò ha fatto si che la
popolazione man mano diventava sempre più produttiva, efficiente
innovativa e piena di inventiva. Ma a sua volta aumenta anche i
consumi, razionali. Già al epoca istituirono una commissione di
controllo e vigilanza sul nuovo sistema creato. Un’autorità in
grado di togliere dal sistema del 2A(Acquisto Automatico), alla
prima irregolarità da parte delle aziende che offrivano questo
servizio.
Con l’evolversi del algoritmo sono evolute anche le
aziende in tutto il mercato globale, si producevano le quantità che
probabilmente servivano il Just in Time1
globale. Riducendo i costi e producendo benefici per tutti i
Shareholder2.
Incredibile in base al mio redditto, costo opportunità, gusti
personali il programma mi offre l’acquisto di quello che per me è
l’acquisto migliore. Ho cercato di ingannare il sistema cercando
una soluzione migliore o non procedere al acquisto nel giorno
prestabilito per vedere cosa succede, ma mai una volta mi sono
trovato in una situazione migliore a quella che sarei stato se avessi
scelto di acquistarlo in quel momento. Eh si, sembra spaventoso ma è
cosi un programma decide cosa, come e quando è ottimo acquistare in
ogni determinato istante. Questo è frutto di un elaborazione di
tutti i dati possibili ricavabili da un individuo.
L’autorità garante per la
salvaguardia del consumatore ha bandito tutta la pubblicità o almeno
quella ingannevole. La ‘pubblicità ‘ diventò cosi mirata che
aveva perso la sua missione iniziale ossia promuovere il prodotto.
Con questa modalità era il mercato e il potere d’acquisto che
decideva tutto, e per i nuovi prodotti, se avessero i requisiti
necessari per far parte del sistema, venivano inseriti
automaticamente, facendo sparire anche le barriere in entrata3.
In fin dei conti se sei basso reddito e vorresti un Walkman,
sicuramente comprare il più caro sul mercato non è la scelta
ottima. Il fatto che vorresti farlo dipende solo dalla pubblicità e
da come il consumatore percepisce il prodotto. Ebbene questo GAP dal
valore percepito e valore reale il programma cerca di renderlo nullo.
Per aiutarlo nella missione il garante minimizzò le pubblicità. La
gente iniziò ad acquistare consapevolmente ciò che realmente li
serviva quando li serviva. Adesso tutti hanno molto più tempo
libero, e forse dopo secoli di buio si può gustare un po di luce
nella musica passioni e arte in generale.
Ebbene si, non per forza la tecnologia
ci rende schiavi della vita.
O forse si?!
Cordialmente


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